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CHRONOS

doie rimani

sente pre

pro gloriam

do me stesso

ri verbero ie ie

volteggia mani

pre stigio vorresti

caro n te

traghetti innocenti

salteranno i listoni

svirgolano i bulloni

che si sentono inutili

al passar d anelito

di libertà

 

 

MODERNA SCHIAVITÙ OCCIDENTALE

pianeta desertificato ereditiero

che al scandirsi di ogni granello di sottratta dignità

miglior diviene la condizione di schiavi

al cospetto di cebri inchini servili e manichei vociari

si affacciano al capezzale lirici divismi

deliri onnipotenti

intenti esaltare plebei gesti inter bestie

e fratelli caini lisciar di pelo con fendenti scapolari evocano

Natura fosse

chinato all’eterno in mutabile comprenderei

che ascriver si voglia altri uomini

strazio un urlo con doloroso disgusto

angoscioso cannibalesco presagio

dondolando la carogna dell’ umanità

in ossequio a scintillanti materiali poteri

nell’effimero

sbattendo spalanca le finestre della mia intimità

che schifo, fermatevi

che travolti altrimenti saremo da ancestrale silenzioso scempio

e brillanti fetori diamantati di inetti scopi

si ciberanno di noi

 

 

OMBRE

 

 

 

 

il vento

scompigli

le nostre ombre

si che già movimento

morda

l’Anima

 

 

 

 

Labirintum Into Se

 

 

 

 

 

 

XX° Festival Internazionale della Poesia

 

Genova – 6 giugno 2014

 

 

 

 

 

leggi E crea

 

 

 

 

 

 

“Leggere e Creare sono i verbi dell’invito.”

 

l’Arte appartiene all’Opera

 

 

 

 

 

  

Staccando finestra da meo stu dio

 

una nu vola si spacca
che do ve il bian co man co ed il blu tu
li fende la va na liber tà di un ucc ello
a ri cucir li vorreb be
ri succhia il pen siero in quel dunque
di iride pasce il cielo
e tut to rosso sfuoca ora
diciamoci addio con quel che rimane
a terra mi ha mia eva pora
ad amo
la visio ne sua
di divina uni genita eternità