La vita è flusso

 
 
 

riflessioni conseguenti all’articolo: “cambiare”…

 
La vita è flusso, nelle sue forme animate e in quelle inanimate, un fluire che non necessariamente si sposta, ma che inesorabilmente sempre si consuma, che si evolva o s’involva. Poiché non è concepibile un flusso senza mutamento, “cambiare” è nella natura dell’essere. Ci si chiede se sia meglio lasciarsi trasportare o “innescare la ragione e valutare ogni movimento”. La valutazione è semplice giudizio, la cui formulazione è impotente di fronte alla fatalità delle forze trascinanti, dalle quali è peraltro condizionata. La facoltà d’intervento è pura illusione: le cosiddette scelte altro non sono che assecondamenti di preferenze dettate, imposte dal modo obbligato di essere. Siamo sempre quello che siamo e non possiamo decidere di evadere da noi stessi. La “scelta che capita tra capo e collo” è il consueto ossimoro senza alternative cui siamo sottoposti: tautologia a parte, non esistono scelte volontarie, perché non esiste una libera volontà. Volere è soltanto un dirigersi verso ciò che la nostra sostanza pretende. Non ho mai scelto il profumo che preferisco, il colore che mi attira, la donna che amo, la stessa vita che vivo.
Questi presupposti rispondono a tutti gli interrogativi della questione prospettata.
Superfluo aggiungere che il compromesso è una categoria del vivere sociale; che le mete sono traguardi perseguiti sempre in relazione alla fatalità dell’habitus naturae ipsius e sempre in conflitto con gli altrui obiettivi – perfino nella loro coincidenza -, sia per moventi che per competizione; che l’accontentarsi o l’essere incontentabili, il vivere per se stessi o per gli altri, in solitudine o con gli altri, il desiderare o meno di piacere, sono tutte conseguenze del dispotico “come siamo”, che non ammette deroghe e dunque cernite.
Infine è inutile appellarsi agl’infiniti tribunali delle infinite teste, che nel momento in cui esprimono qualunque valutazione (come si è detto mai libera…), sono contemporaneamente aula e celebranti, nonché giudici essi stessi.
 
 
Amato Maria prof. Bernabei

 
 
 

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4 Comments

  1. simona maggiore 03/09/2014

    Ciao Loris,
    in merito a quanto letto vorrei porre una domanda:
    1) cosa si intende per forze trascinanti?
    A parte questi chiarimenti, ti presento la mia umile opinione:
    fermo restando che sono d’accordo sul fatto che la vita sia flusso,il nostro fluire individuale si incontra e/o scontra col fluire di situazioni createsi da eventi (e qui posso dare atto al Prof. Amato Maria Bernabei ) o dal fluire di esseri che in qualche modo intervengono direttamente o indirettamente al nostro percorso. Sono d’accordo sulle scelte condizionate che si alternano nell’esistenza di ognuno di noi, come sono convinta che si possa evadere anche da se stessi; per questa mia convinzione, ritengo che i traguardi perseguiti raramente siano dettati dal Volere della nostra Sostanza, bensì spesso sono dettati dalla ricerca di conferma del valore della persona… segue

  2. simona maggiore 03/09/2014

    (se poi per comportamento della stessa natura si intende appunto la ricerca di conferme, allora stiamo dicendo la stessa cosa, ma dubito che il prof. Si riferisca al concetto da me espresso). Pertanto sono persuasa, come il prof Bernabei, che nessuna scelta sia veramente libera, ma c’è anche una netta differenza tra scelte fatte per ottenere riconoscimenti esterni del proprio essere, trasformato e modellato su questo principio e scelte fatte per perseguire la propria Sostanza. ciao Loris e grazie.

    • Amato Bernabei 04/09/2014

      Gentilissima Simona, il problema eterno della comunicazione verbale (e non solo) sta nell’ambiguità dei termini che la lingua in uso propone, spesso aperti a più di un significato. Già la parola vita può essere intesa come “una vita” o come “la Vita”, ovvero in senso particolare oppure universale. Addirittura nel primo significato abbiamo le sfumature di vita come “Forza attiva propria degli esseri animali e vegetali” (Devoto), di vita come insieme delle esperienze esistenziali, di vita come durata (la vita di una lavatrice…). Nelle mie riflessioni la vita è fondamentalmente il “segmento da vivere” degli esseri animati come di quelli animati: è dunque spazio e tempo dell’esistenza.
      Per quanto riguarda le “forze trascinanti” mi riferisco soprattutto alle spinte della sfera psicologica inconscia o ai condizionamenti genetici, su cui non abbiamo controllo. Spero di aver dato dei chiarimenti utili.

  3. Loris Elio Sardelli 03/09/2014

    Ciao Simona, auspico sia direttamente l’autore a risponderti

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