Ungaretti, genialità sincera.

Ungaretti, genialità sincera.

 
 

 
Nasce ad Alessandria d’Egitto nel 1888. Vi resta fino al 1912 quando poi si trasferisce in Italia. Da premettere che lui non avrebbe mai immaginato di diventare poeta.
Negli anni egiziani vive il mistero e il silenzio che da esso ne deriva. Frequenta altresì persone di grande spessore culturale da cui poter apprendere. La madre cerca di trasmettergli la sua educazione religiosa, ma il giovane si dichiara ateo e frequenta un ritrovo di anarchici. I suoi coetanei, ed anche lui, vivono in una sorta di insoddisfazione per la mancanza del senso della patria e sono, quindi, alla ricerca della loro identità. Solo venendo in Italia acquista la consapevolezza della vita, attraverso i segni della storia presenti nel’arte.
È il 1914 quando propone “Agonia”, presente nella raccolta “Voci”. Qui il poeta da tutta la sua comprensione alla morte della quaglia che, dopo aver agito tutta la vita, per stanchezza si riposa, ma non accetta di vivere “di lamenti come un cartellino accecato”
 
Morire come le allodole assetate
sul miraggio.
 
O come la quaglia
passato il mare
nei primi cespugli
perché di volar
non ha piú voglia
 
Ma non vivere di lamento
come un cartellino accecato.

 
Voce apre la strada alla rivoluzione della poesia moderna che trova il suo completamento nel 1916 con “Il porto sepolto”,caratterizzato da una nuova metrica: brevi versi, poche sillabe, tanti spazi bianchi e tanta sintesi, nonostante ció traspare tra le righe una musica che ha profondi legami con i grandi versi italiani della tradizione.
 
Vi arriva il poeta
e poi torna alla luce con i suoi canti
e li disperde.
 
Di questa poesia
mi resta
quel nulla
d’inesauribile segreto.

 
Sbaraglia, così, quello che era il verso di quel tempo, l’endecasillabo, quella specie di novena ripetitiva e stanca.
Dopo l’Italia si sposta in Francia. Esperienza che gli permette di accrescere il suo bagaglio culturale attraverso artisti come Picasso, Modigliani e Toulouse -Lautrec , importante anche la sua amicizia con Apollinaire. Segue, inoltre, alla Sorbonne corsi di letteratura di grandi maestri.
Con la sua partecipazione alla guerra trova un altro elemento fondamentale per la sua completezza poetica:la presenza del paesaggio. Le trincee del Carso , dove ha combattuto, gli evocano l’idea di deserto che ha in mente. Resta in Francia anche dopo la fine della guerra, dove si sposa. Torna in Italia soltanto nel1920 per proporre “Il sentimento del tempo”.
 
Le sue raccolte rappresentano il suo percorso di vita e la sua evoluzione di uomo. Nella prima”Allegria”,narra la sua dolorosa giovinezza, nella seconda, invece, declama l’uomo maturo. Il sentimento del tempo lo possiamo suddividere, a sua volta, in ulteriori tre fasi: il primo coincide con la giovinezza e l’immaturità , il secondo con la maturazione del suo essere ed infine, l’ultimo, l’uomo che si avvia verso la vecchiaia.
 
“D’altri diluvio una colomba ascolto”

 
Ed è qui che scopre il paesaggio, quello dei Colli Romani, di Tivoli e di Marino.
 
Magica luna, tanto sei consunta
Che, rompendo il silenzio,
Poggi sui vecchi lecci del’altura,
Un velo lubrico

 
Canta l’amore, grazie alla presenza nella sua vita della giovane moglie, e il paesaggio riproponendo la tipicità dei suoi versi. Trasforma il paesaggio laziale in luoghi magici e pieni d’amore, pare quasi veder le ninfe o apparire Diana. In seguito si sofferma su Roma, apprezzando Michelangelo e il Barocco, il tutto in coincidenza con il suo avvicinarsi alla religione. Infatti la sua poesia non evidenzia più i paesaggi, ma manifesta angoscia e spavento per la sorte dell’uomo.
 
Come il sasso aspro del vulcano…

 
 
 
 

Related posts

Fenomenologia di Carl Brave e Franco 126

Fenomenologia di Carl Brave e Franco 126

  Nell'ultimo mese circa in Italia è scoppiato un nuovo fenomeno musicale: si tratta del duo romano composto da Carl Brave e Franco 126, due ragazzi cresciuti a Trastevere che hanno deciso di iniziare insieme ad altri amici a fare musica, e lo hanno fatto con costanza fino a diventare in...

Cosa rischia l’Italia se nulla cambia

Cosa rischia l'Italia se nulla cambia

  Il vento che soffia in Italia, come suggeritomi pochi giorni fa da un caro amico, ricorda molto quello che soffiava nei primi anni del secolo scorso, quando le piazze gridavano contro il governo, gli elementi estremisti della società iniziavano a riempire le strade e le azioni futuriste...

Brevi pensieri sociali #2

Brevi pensieri sociali #2

  Nietzsche è, non solo in quanto filosofo bensì in quanto educatore morale, un momento del percorso che un intellettuale deve compiere. Tuttavia va riconosciuto che non può essere il momento ultimo. La condanna cinica che opera nei confronti del mondo è un peso troppo grande da sostenere...

Leave a comment