SOGNO GIUDIZIALE

 
 
 
 
 

Solle vo dal il mio corpo
che abban dono la mate a voi
di nebula inebr io
a fonder su stel la
e il cielo e la terra e la legge
là che da lontano bu io sembrò
e che non più e ne meno oscil lo
e il cielo e la terra e la legge sce in mano
lo che oltre la kina ora non conto e a
cali cabrando stana
di spu n tati tal spore
ka le i di de brillano
ka lo re necano a nostal già
spota a iota
quel di che
fu dis l’umano
che mirto ambri l’ombra da l mare

 
 
 
 
 

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