Sentimento di morte

Sentimento di morte

 

Chi di voi conosce il sentimento di morte? Probabilmente solamente chi ha dovuto patire il sublime dolore, degno prezzo da pagare per giungere alla più pura e forte forma di conoscenza. Spesso il vero dolore, parlo di quello che insiste costantemente nella vita, nell’animo e nella mente, è legato ad una forma di disagio; che sia relativamente temporaneo o no, che sia dovuto da cause razionali o non, è un dolore che di certo non lascia tempo per riprendersi, non lascia tempo per ragionare, o non ne dà necessarie capacità. In ogni cosa se si vuole possedere qualcosa di valore, qualcosa da salvaguardare, si deve lavorare altrettanto, proporzionatamente alla lucentezza di ciò a cui si auspica. C’è chi soffre d’amore e nella sofferenza riscopre i primordiali processi della psiche, scopre la forte causa razionale manifestarsi nel sensibile ( paradosso che spiega l’essenza del sentimento stesso nelle sue sfaccettature ) , scopre come attivare i propri sistemi di difesa sebbene un amore nobile non sia affatto governabile dalla ragione la si può accrescere per innalzare qualitativamente il proprio punto di riferimento psicologico, di azione e difesa. C’è poi chi, per cause proprie mentali soffre di patologie particolari e tramite i loro dolori scopre i limiti di comprensione stupendosi di ciò che passivamente si può vedere; attenzione! ciò che non si può comprendere non necessariamente non esiste! Attenzione ancora! non immischiamoci con la fede cristiana, mentre le presunte manifestazioni di questo ipotetico dio crisitano derivano da un volere proprio inconscio umanamente razionale, ciò ch’è irrazionale di cui io parlo deriva da un settore psichico quasi inconscio per l’inconscio, emozioni e sentimenti che derivano da una fase della crescita mista al carattere basico di nascita dell’individuo ( più rilevante è la seconda variabile ) ; è un processo passivo che di certo ha suo fondamento logico ma troppo scavato perché psicanalisti di questa fase dell’evoluzione umana possano accedervi. Nulla è oggettivamente irrazionale, ma per convenzione si parla di irrazionalità laddove il limite umano non si spinge, e di questo parlo parlando di ciò che passivamente scopre chi paga ( ironicamente in modo involontario ) il prezzo del dolore.
Non conoscete voi uomini sani il sentimento di morte, non conoscete il terrore della vita nella sua verità, non conoscete l’impossibilità di plasmare la propria unione tra anima e mente che ogni tanto dà accenno di vita per brevi momenti, non conoscete il plagio irrequieto del disagio, ma ahimè, non conoscete la vita, non conoscete abbastanza la mente, mentre io di me stesso conosco l’archè.

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