Racconti d’amoR.

 
 
 
 
 

Ricordo
il suo sapore di tabacco ed i suoi capelli scuri ed arruffati, portati con disinvoltura, quasi fossero alla moda, quasi fossero comuni.
Ciò che mi faceva perdere la testa, erano le sue mani sulla mia pelle, il fremito che mi dava sfiorandomi.
Eppure, la bellezza è così relativa, forse è l’unica cosa talmente soggettiva da non poter essere condivisa; egli aveva in sè la metà completa della mia anima. Non era la mia anima gemella, era la mia anima puzzle.
Se avessi gettato frammenti delle nostre menti nell’oceano, si sarebbero ricomposti in un respiro.
Quella sua aria stralunata e quello sguardo dolce, sembravano volermi donare l’affetto solo guardandomi. Era la prima persona che mi faceva rendere conto d’esistere, masticava i miei sogni, la pensava come me.
Lunghi mesi d’attesa per poter scrutare quel viso, così sfocato e lontano ma indimenticabile, sempre vivo, nella mia testa.
Appena gli parlai, l’adrenalina che ci contornava esplose in miriadi di battiti cardiaci, non potevo credere ai miei occhi;
ci scambiammo sguardi d’intesa e facemmo l’amore per ore, senza sfiorarci neppure.
Non mi piaceva parlare d’amore, in quei tempi, forse ero troppo “piccola” ed inesperta, talvolta spaventata ed essendo uno spirito libero, ripugnavo ogni smanceria.
Quando ti manca il respiro e gli occhi ti si gonfiano di lacrime, solo allora, puoi citare L’Amore.
Sì, egli, abbandonò il mio cuore, ed io vidi la morte, nero freddo buio lacrime.
Ricordo ancora,
il suo sorriso particolare, quella curva distratta che prendevano le sue labbra carnose e seducenti. Ricordo i suoi ricci e le mie mani che s’incastravano fra essi, quasi non volessero lasciarmi andare via.
Ricordo,
i suoi occhi, fondersi nell’orizzonte e poi nei miei,
mani scaltre che s’infilano sotto i vestiti,
baci appassionati, interminabili e teneri
corpi che si cercano per unirsi,
in un qualcosa d’eterno,
come l’anima.
Lo amerò per sempre, se per sempre vivrò
oppure l’amerò finchè non muoio, meno romantico ma più realista.
L’amerò, per tanto tempo, per recuperare quello perso senza amarlo
e lo amerò senza pretese, senza essere ricambiata.
L’amerò a distanza e a distanza di tempo,
lo amerò con costanza, senza pentimento.

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