Nietzsche politico: un buon liberale?

Nietzsche politico: un buon liberale?

 

Oramai parlare di Nietzsche è molto difficile… ci si trova a dover sviluppare un’acuta sensibilità di lettura e di accumulazione di informazioni che ci arrivano, per poter creare un quadro generale del pensiero nietzschiano.
Se dovessimo dar retta a tutte le voci di corridoio su Nietzsche, dovremmo definirlo nazista, razzista, reazionario, qualcuno dice pure anarchico. Ma per dare un’ottima lettura a Nietzsche ci è voluto credo del tempo e, nonostante la mia tenerà età di diciannove anni, si dice si stia arrivando ad una visione più chiara della filosofia di Nietzsche.
Ciò che mi rende poco felice delle interpretazioni che purtroppo ancora si danno di Nietzsche, è che lo si strumentalizza per rientrare nella cerchia di “ anarchici della morale “ che tanto va di moda. Se avete dai 16 ai 25 anni circa ( azzardo ) sapete di che cosa sto parlando. La nostra generazione è un po’ come un bambino che dopo una vita di restrizioni, di doveri, di etica religiosa, viene lasciato libero e si abbandona alla follia, alla sregolatezza, alla trasgressione. Così siamo noi giovani d’oggi, e per questo ci permettiamo di usare Nietzsche solo per dire che “ Dio è morto “ , pensando di poter dare basi culturali e filosofiche di degno valore al nostro ateismo. Forse, però, si dovrebbe sapere che non c’è cosa più errata di utilizzare Nietzsche come strumento di propaganda ateista. La gran parte della filosofia di Nietzsche gira attorno a Dio, al conflitto interno al Filosofo tra Cristo ed Anticristo, che trasporta nella sua filosofia nella maledizione del cristianesimo. Nietzsche ha quasi un’ossessione nei confronti della sfera teologica, perciò è tutto tranne che ateo. La sua celebre affermazione “ Dio è morto “ non sta ad indicare che Dio in quanto ente trascendentale è morto, sarebbe banale e stupido, egli vuole affermare che i valori del cristianesimo che si basano sulla figura del Dio padre di Gesù, sono decaduti, sono la più grande menzogna della storia della civiltà umana. Perciò la morale cristiana muore, ma non muore Dio come entità. Tant’è che Nietzsche in un Dio crede, ovvero Dioniso, ma non mi dilungo sulla figura dionisiaca in Nietzsche, mi sono allungato già troppo.
Tutto ciò per dire che Nietzsche è molto più che “ Dio è morto “. Nietzsche è poesia, ed al mio petto sento una dolce ebbrezza scrivendolo. Nietzsche è amore. Nietzsche è arte e volontà artistica. Nietzsche è politica, nella visione futura di una nuova civiltà. Nietzsche è quel punto in cui un uomo ha dovuto cedere tutta la sua sanità mentale per distaccarsi dalla sua società e proiettarsi oltre, vedendo razionalmente un futuro in cui lui sarebbe stato felice.
Così, cerchiamo di non limitarci a slogan da rivoluzione anarchica per parlare di Nietzsche, lasciamolo in pace e cerchiamo di capirlo, ma meglio ancora, cerchiamo di contestualizzarlo, perché sono del pensiero che la filosofia puramente fine a se stessa non abbia un gran valore sociale e civile. Cerchiamo allora di darne al Nostro caro filosofo.
 
Il titolo di questo testo suggerisce in modo chiaro la direzione del mio pensiero. Nietzsche politico: un buon liberale?
Rifacendoci ai luoghi comuni prima citati, Nietzsche sembrerebbe tutto tranne che un liberale, eppure mi sento di affermare che, rifacendosi al suo pensiero, in particolare riguardo la morale degli schiavi, Nietzsche ha molto in comune con l’ideologia economica e politica liberale.
Cerchiamo di capire qual è il parallelismo tra i due sistemi di pensiero. Immaginiamo di dover esprimere sotto proporzione matematica quattro elementi, in questo caso si potrebbe dire: la morale cristiana sta al comunismo come la volontà di potenza sta al liberismo. In questa ottica, per chi conosce anche solo generalmente Nietzsche, credo la teoria abbia già un filo logico ma approfondiamo.
Come sappiamo, la critica morale nietzschiana è volta nei confronti della morale degli schiavi, ovvero la morale cristiana. Nietzsche critica il fatto che Cristo abbia fatto della debolezza, della povertà, della malattia dei valori sacri e da rispettare, portando così la società a disprezzare ogni forma di ricchezza, di potenza, di volontà alta ed individuale. Ecco che allora il Filosofo apre la via verso la guarigione da questa grave malattia, ovvero la distruzione culturale di quei valori decadenti. Nietzsche afferma che l’uomo deve aprirsi ad una nuova epoca della sua evoluzione, abbandonando la morale bassa e correndo verso la più alta opera della mente umana: la creazione artistica. Forse pochi sapranno che Nietzsche ha molto sofferto i momenti storici di povertà creativa, e che sperava, con la sua filosofia, di stimolare una crescita smisurata e qualitativa dell’opera umana. Questa rinascita della civiltà viene denominata da Nietzsche “ volontà di potenza “.
Vediamo invece la stessa questione nell’ambito politico ed economico, in modo da poter avere una intuitiva e chiara percezione del ragionamento che sto facendo.
Allo stesso modo in cui Nietzsche condanna il cristianesimo, il mondo liberale condanna il comunismo ed il socialismo. Esso li condanna in quanto la tutela del debole non è altro che un atto di vigliaccheria e di mancanza di capacità di riscatto. Premettiamo che sia Nietzsche che il liberismo sarebbero da buttare se criticassero quei valori di debolezza, senza proporre un’alternativa a quello stesso mondo. Proprio per questo non è corretto definire Nietzsche nazista, perché Nietzsche non avrebbe voluto eliminare i cristiani, avrebbe anzi voluto prenderli sotto il suo braccio per portarli in alto dove lui col suo spirito era già stato. Perciò entrambi propongono di far tesoro delle loro conoscenze, del loro spirito di forza, per sollevare la fetta di società che da sola, affidandosi al comunismo ed al cristianesimo, rimarrebbe a morire a terra. Questo concetto è magnificamente esplicitato nell’ultimo libro di Nicola Porro, “ La disuguaglianza fa bene “ in cui risplende la frase adatta: “ Lo stato ha questo compito fondamentale: mettere tutti nelle condizioni migliori per produrre la ricchezza, senza la quale la povertà non si potrà mai battere. “
Così, il liberale intende suscitare nell’individuo ( e non nel collettivo ) la passione necessaria per voler fare grande la sua vita, per non agonizzare nelle proprie debolezze, per non morire da uomo illuso.
Inoltre chiunque abbia letto lo Zarathustra di Nietzsche avrebbe dovuto ragionare sull’anima liberale di quest’uomo, che afferma testualmente : “Si chiama Stato il più gelido di tutti i mostri. Esso è gelido anche quando mente; e questa menzogna gli striscia fuori di bocca: “ Io, lo Stato, sono il popolo “. E’ una menzogna! ” ed ancora- “ Là dove finisce lo Stato, comincia l’uomo che non è superfluo: là comincia il canto della necessità, la melodia unica e insostituibile”.
Nietzsche perciò non apprezzava lo Stato che fa da madre e coccola i propri figli. Amava l’individuo che esplodeva nella sua forza, nella sua creatività. Avrebbe amato la genialità imprenditoriale, la capacità di creare ricchezza, la possibilità di riscattare i poveri d’animo e di portafoglio. Nietzsche era un grande liberale.
 
Ecco allora un’ottica diversa in cui leggere Nietzsche, immaginandolo nel ventunesimo secolo, meno travagliato di quanto fosse, amante dell’industria e devoto seguace del capitalismo, dell’evoluzione tecnologica. Avrebbe amato l’uomo che si supera diventando Oltreuomo ( e non Superuomo come spesso erroneamente si dice ) , avrebbe amato l’uomo che arriva sulla Luna diventando “ dinamite “ nello spazio.
Questo credo io fosse il Nietzsche politico. Rimane il fatto che sono solo mie supposizioni, dato che è molto difficile contestualizzare un uomo di altra epoca e sopratutto un uomo che si ricorda per avere rotto i paradigmi della sua era. Può anche essere che ora si stia rivoltando nella tomba leggendo ciò che ho scritto, ma sono fiducioso.

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2 Comments

  1. Giuseppe Belcastro 18/12/2016

    diciamo che Nietzsche, ha commesso lo stesso errore commesso dal cattolicesimo, è giunto a pensare che il male facesse parte della essenza divina, per cui la necessità del dolore, della sofferenza, della povertà, della guerra, della superiorità dell’uomo sull’uomo, (altrimenti non può riscattarsi) ecc e in questo non vedo nessuna differenza, con la filosofia di un qualsiasi fascista o nazista, che crede (sentito con le mie orecchie) di fare cosa buona e giusta, nello schiavizzare altri per farli reagire e liberarsi

    • Dario Dedi 18/12/2016

      Vedi Giuseppe, credo che Nietzsche vada talvolta visto come un bimbo capriccioso.. ricordiamo che anche i filosofi, anche i pensatori maestosi della storia erano uomini, essere umani pieni di emozioni e sensazioni, e perciò alcune dichiarazioni possono essere frutto di momenti di follia che l’hanno poi portato alla crisi nervosa. Ricordiamoci che in Ecce Homo arrivò a scrivere di conoscere la verità assoluta… era ormai impazzito. Metterei anche in tavolo le carte della sorella che mutò la struttura degli scritti di Nietzsche per farne un Manifesto nazista. Io credo che il progetto di Nietzsche non fosse l’aristocrazia che sottometteva la massa popolare legata ai valori cristiani, altrimenti che progetto sarebbe stato? Uno sterminio? Sarebbe entrato in politica se avesse voluto questo. Io credo lui volesse che i cristiani e gli schiavi della morale degli schiavi ( gioco di parole volontario ) leggessero la sua filosofia ed abbandonassero quei valori, che ascoltassero il cuore pulsante della vita, ovvero la creatività, le passioni.. Se ne può discutere a lungo comunque, ci sono molti elementi da tenere in considerazione.

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