Le basi nietzschiane dell’interfunzionalismo

Le basi nietzschiane dell’interfunzionalismo

 

Le tecniche ed i metodi di imposizione dell’interfunzionalismo sono tuttavia vecchi di secoli, l’uomo ed il mondo ne hanno visti già per tempo, ne hanno già conosciuti e c’è anche chi già li ha scoperti e svelati, in parte o del tutto. Vi è un uomo, però, che più che filosofo è stato psicologo delle masse, che ha saputo creare gli stereotipi più azzeccati e veritieri, ha saputo individuare gli archetipi morali che guidavano le azioni ed il pensiero della sua epoca, li ha risucchiati nella sua intelligenza con tutta la forza e potenza possibili, “ a colpi di martello “ , come lui stesso diceva della sua filosofia. Egli è, chiaramente, Friedrich Nietzsche. Questo grande uomo che svariate ma mai sufficienti volte verrà citato in questo saggio, ha capito molto prima di me e molto prima di altri il funzionamento di una forza fondamentale che spesso ha mosso le società umane, ed è la forza malvagia e denigrante che ha sempre utilizzato la parte più debole della società per cercare di riscattarsi, utilizzando non l’intelligenza, la sensibilità o la cultura, ma creando sistemi etici e morali bassi, poveri ed inconsistenti. Ha saputo spiegare perfettamente il ribaltamento che avviene nel caso “ servo-padrone “ in Hegel, in una situazione in cui però non risalta la virtù del lavoro, ma quella della debolezza.

 

Abbiamo visto che l’interfunzionalismo si presenta come sistema etico in cui una maggioranza assoluta di individui detta delle regole e delle abitudini, sottostando ad esse loro stessi, che la minoranza numerica è costretta ad accettare per avere una certa inclusione sociale, di cui noi tutti abbiamo imprescindibilmente bisogno per stare bene. Queste leggi sociali che determinano la falsa libertà di adottarle oppure no ( falsa perché in caso non vengano adottate vi è un’azione di mobbing pronta a far ricredere o denigrare la persona ) fanno parte di un meccanismo che i popoli spesso hanno adottato per fare in modo di ottenere approvazione e popolarità: impongono delle abitudini e delle caratteristiche ( spesso errate ) che la società finisce per temere e quindi accettare, in quanto il solo fatto di ipotizzare di rifiutarle consiste nel suicidio sociale.
Nella storia è già successo svariate volte, ma quella più eclatante è proprio quella analizzata e “ svelata “ da Nietzsche: il cristianesimo. Come l’interfunzionalismo, il cristianesimo ha generato una struttura etica da interiorizzare, minacciando chi non lo faccia ( in questo caso la situazione è diversa perché la punizione è divina e le dimensioni di interesse sono anche metafisiche ) ma possiamo aspettarci, in un mondo consumista, che la minaccia ora sia materialistica e sociale.
Il legame logico e concettuale tra l’analisi che Nietzsche fa dell’ascesa del cristianesimo e delle sue fonti di nutrimento e gli analoghi funzionamenti interfunzionalisti è che entrambi i fenomeni nascono come rivoluzione sociale di una massa di maggioranza che, in risposta ad un disagio distribuito, si unisce e collabora per al stesura di norme etiche che le permettano di scalare il podio sociale.

 

Da questo punto di vista Nietzsche parla spesso del fatto che il cristianesimo non è altro che la rivincita dei deboli, che si è trasformata in un attacco violento ed indiscriminato verso chiunque vi si opponga:

 

“ Israele non ha forse raggiunto proprio per la via traversa di questo “ Salvatore “, di questo apparente oppositore e dissolvitore d’Israele, il fine supremo della sua inestinguibile sete di vendetta? Non è forse proprio dalla misteriosa magia nera di una politica della vendetta realmente grande, di una vendetta lungimirante, sotterranea,che progredisce lentamente secondo calcolati programmi, il fatto che Israele stesso, abbia voluto inchiodare sulla croce e rinnegare di fronte al mondo intero come qualcosa di mortalmente ostile, proprio lo stesso strumento della vendetta, acciocchè il mondo intero, e cioè tutti i nemici d’Israele, potessero abboccare senza sospetto proprio a questa esca? E d’altra parte,chi mai potrebbe pensare, con tutta la massima sottigliezza di spirito, a un’esca più pericolosa di questa?

 

Qualcosa che per forza di attrazione, per forza ipnotica, inebriante e rovinosa, possa essere simile a quel simbolo della santa croce, a quel paradosso terrifico di un “Dio in croce”, a quel mistero di una crudeltà inconcepibile, estrema, e di una autocrocifissione di Dio per la “salvezza degli uomini”? Certo è, perlomeno, che “sub hoc signo”, Israele ha continuato da allora a trionfare con la sua vendetta e col suo sovvertimento di tutti i valori, su tutti gli altri ideali, su tutti gli ideali più nobili. “

 

Il cristianesimo è perciò per Nietzsche il risultato di una sete di vendetta, che si è sfogata nella storia dando vita alla religione cristiana, che è, oltre che dal punto di vista religioso, un ribaltamento totale del sistema etico e morale della società. Il cristianesimo ha per Nietzsche raccolto tutto il dolore e la frustrazione dei popoli, tutta la debolezza e fragilità delle genti, per utilizzarla come forza riscattante per dare alla realtà una spinta opposta rispetto al passato.

 

Vi sono sicuramente delle differenze tra il sistema cristiano e quello interfunzionalista, essi si posizionano infatti, come ho già scritto, in due sfere diverse dell’analisi della vita. Tuttavia questo hanno in comune: un numero enorme di persone, la maggioranza assoluta dei componenti dei luoghi interessati, ha fatto un patto tacito, un patto viscido e povero, per cui la stupidità morale è diventata virtù, è diventata energia vitale; il menefreghismo nei confronti della vita e degli aspetti reali della vita è diventato un segno di potenza, di disinteresse nei confronti dalla natura, di superiorità rispetto alla natura.
La pericolosità di queste rivendicazioni di massa è che sono scaturite da sentimenti maligni, per cui l’energia neutra diventa negativa, e da energia personale diventa morale, etica, legge. E’ necessario perciò che i veri d’animo, che i puri o i coscienti della loro impurità riportino a galla la verità, che svelino le tende che coprono il buio di una fetta di società, per liberarci… liberarci del fatto di “ vivere in funzione di “.

Related posts

Fenomenologia di Carl Brave e Franco 126

Fenomenologia di Carl Brave e Franco 126

  Nell'ultimo mese circa in Italia è scoppiato un nuovo fenomeno musicale: si tratta del duo romano composto da Carl Brave e Franco 126, due ragazzi cresciuti a Trastevere che hanno deciso di iniziare insieme ad altri amici a fare musica, e lo hanno fatto con costanza fino a diventare in...

Cosa rischia l’Italia se nulla cambia

Cosa rischia l'Italia se nulla cambia

  Il vento che soffia in Italia, come suggeritomi pochi giorni fa da un caro amico, ricorda molto quello che soffiava nei primi anni del secolo scorso, quando le piazze gridavano contro il governo, gli elementi estremisti della società iniziavano a riempire le strade e le azioni futuriste...

Brevi pensieri sociali #2

Brevi pensieri sociali #2

  Nietzsche è, non solo in quanto filosofo bensì in quanto educatore morale, un momento del percorso che un intellettuale deve compiere. Tuttavia va riconosciuto che non può essere il momento ultimo. La condanna cinica che opera nei confronti del mondo è un peso troppo grande da sostenere...

La necessità di rinascita della politica giovanile

La necessità di rinascita della politica giovanile

  La morte della politica nel mondo giovanile   Oramai è chiaro: i giovani non si interessano di politica, anzi la disprezzano, percependola come un mondo lontano e noioso che non influenza la loro vita e per cui, di conseguenza, non provano alcun genere di interesse, né si sentono...

Le lacrime e le soddisfazioni di Pasolini

Le lacrime e le soddisfazioni di Pasolini

  Pier Paolo Pasolini è stato un uomo, artista e intellettuale sofferente, prima di tutto. La sensibilità nei confronti dei fenomeni e delle dinamiche sociali che aveva sviluppato era notevole, e la critica giornalistica lo sapeva bene, mettendolo spesso al centro di dibattiti nazionali...

Il futuro sociale, politico, economico e culturale del mondo.

Il futuro sociale, politico, economico e culturale del mondo.

  La tecnologia progredisce di giorno in giorno. La percezione del tempo, dettata dalle scoperte scientifiche, è totalmente mutata. Il ruolo e l’utilità dell’uomo nel lavoro sono liquefatti e incerti. Partendo da queste considerazioni oggettive, è necessario che l’uomo si interroghi...

La differenza tra autostima e narcisismo

La differenza tra autostima e narcisismo

  In questo capitolo del saggio mi soffermerò sulla sottile e spesso impercettibile differenza che intercorre tra ciò che è virtuoso e ciò che è patologico. Una volta riconosciuti gli atteggiamenti di chi fa dell’interfunzionalismo un’arma di combattimento sociale, bisognerà distinguere le...

Brevi pensieri sociali #1

Brevi pensieri sociali #1

  La cultura postmoderna è affetta da una patologia ontologica-esistenziale: non si ha la capacità di distinguere l'immaginazione dalla realtà. In questo modo la sofferenza di vivere odierna è dettata dall'incapacità di accettare il fatto che modelli come il sogno americano, o ogni altra...

Il rapporto tra la liquidità baumaniana e l’interfunzionalismo

Il rapporto tra la liquidità baumaniana e l'interfunzionalismo

  Abbiamo visto, nel corso di questo saggio, come le modalità di inserimento e penetrazione sociale dell’interfunzionalismo somiglino spaventosamente a quelle modalità dialettiche e retoriche utilizzate nella storia per affermare la morale cristiana in un panorama sociale facilmente...

Leave a comment