Il senso di comunità

Il senso di comunità

 

La domenica di oggi ha suscitato in me un profondo desiderio di comunità. La vita che in modo naturale si sviluppa ruotando intorno al senso di comunità, di solidarietà e di vicinanza tra gli individui è un tesoro che necessita di essere riconosciuto come valore fondamentale per una società civile che concorra alla felicità ed al benessere emotivo degli propri cittadini. Chi mi legge potrà essersi chiesto se il richiamo alla solidarietà, dopo aver sostenuto più volte l’individualismo liberale non sia una contraddizione, ebbene non lo è: quando la società, in modo libero e senza l’intervento dello Stato, sa organizzarsi tramite iniziativa individuale per ricostruire i legami e le comunità, la sua condizione migliora inevitabilmente. E allora questa domenica mattina ero fuori con un amico, e mi chiedevo quanti miei coetanei stessero ancora dormendo, forse rincoglioniti dalla serata del sabato, e mi sono risposto che probabilmente erano tanti. Mettendomi felicità come sempre e lasciando da parte quel necessario cinismo che mi caratterizza, questa domenica mi ha fatto tanto desiderare che la nostra gioventù sentisse il desiderio civile e morale di organizzarsi ed istituirsi in comunità; comunità di ritrovo, comunità di discussione culturale, comunità di interesse musicale, insomma ogni genere di comunità che non sia l’avere in comune il grado d’ubriachezza, nonostante io non abbia nulla in contrario all’ubriachezza in quanto momento di sfogo ed alterazione dello stato di coscienza, in funzione del divertimento.
Ho più volte parlato del problema etico e morale di questa generazione, senza mai però criticare un indirizzo morale, criticando bensì l’assenza di morale, che è infinitamente peggiore e malauguratamente presente. L’unico modo che abbiamo per riscoprire il piacere della morale, che sia di un estremo o di un altro, è riscoprire il dialogo, riscoprire il confronto, riscoprire la cultura, perché chi non conosce e chi non esprime ciò che conosce, non dispone del confronto che è l’unico vero strumento che permette di conoscere se stessi nel rapporto con gli altri. Ecco allora che non conoscendo se stessi e non confrontandosi mai su questioni importanti, si finisce per accomunarsi su questioni irrilevanti.
Il mio desiderio sarebbe che la domenica mattina, invece che dormire perdendosi la parte più bella della settimana, diventasse un momento di ritrovo in cui dopo la settimana per tutti dura ci si incontri a fare il resoconto della vita, a discutere di amore e di politica, per iniziare a sentirsi parte di questo mondo e per iniziare a razionalizzare il nostro rapporto con gli altri e con la realtà, che tanto di questi tempi è distorto.
Spero perciò che un giorno la domenica ci si possa incontrare a discutere, perché la vita è sicuramente bella ma ha un senso ed un valore solamente se la si impegna nella collettività utilizzando le proprie capacità individuali. Questo vorrei tanto, questa domenica, sperando di discuterne con alcuni amici la prossima.

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