Fenomenologia di Carl Brave e Franco 126

Fenomenologia di Carl Brave e Franco 126

 

Nell’ultimo mese circa in Italia è scoppiato un nuovo fenomeno musicale: si tratta del duo romano composto da Carl Brave e Franco 126, due ragazzi cresciuti a Trastevere che hanno deciso di iniziare insieme ad altri amici a fare musica, e lo hanno fatto con costanza fino a diventare in questo ultimo periodo i più popolari tra gli artisti emergenti italiani. Non ho mai scritto articoli sulla musica e sul mondo circostante ( eppure la fenomenologia della Dark Polo Gang offre ottimi spunti sociologici ) , ma oggi ho deciso di farlo per una ragione che mi tocca personalmente, nella mia ” missione ” culturale che porto avanti ogni giorno coi miei scritti.
Di fenomeni musicali ne nascono a bizzeffe, e tanto rapidamente quanto nascono cadono pure, quindi siamo tutti abituati a vedere spuntare dal nulla artisti fino al giorno prima sconosciuti e che da un giorno all’altro ci toccano il cuore. Tuttavia, ho scelto di scrivere di quei due ragazzi perché nei loro contenuti c’è qualcosa di rivoluzionario, che coincide in un certo senso col messaggio che io porto avanti.
Chi ascolta Carl Brave e Franco 126 ( se non l’avete ancora fatto cercateli su YouTube ) sa che la particolarità di questo duo risiede nel fatto che i loro testi trattano elementi semplicissimi della quotidianità, raccontati nei minimi dettagli senza alcun imbarazzo e senza alcuna auto-censura per ragioni di reputazione. Carletto e Franchino parlano di quelle serate che ogni tanto tutti abbiamo vissuto, in giro per una città a consumare birra con una frequenza non indifferente, respirando l’aria del posto in cui ci troviamo ed annusando le anime delle persone con cui ci troviamo. I due sono rivoluzionari perché, mentre il mondo diventa sempre più asociale, ignorante e falso, loro sono riusciti ad avere successo parlando di quella realtà che manca a molti giovani dei nostri tempi: il situazionismo. Non siamo più abituati a vivere con semplicità la realtà e la quotidianità, ed i nostri C. e F. ci fanno venire voglia di mettere giù il telefono e viverci la vita faccia a faccia, guardandoci negli occhi, amandoci, odiandoci, piangendo, ubriacandoci, deprimendoci, con un senso di verità di cui il mondo dei social ci ha privati. Ci hanno fatto innamorare del fatto di ascoltarli la notte prima di addormentarci e chiederci chi siamo veramente, chi vogliamo nella nostra vita, cosa vogliamo dal futuro. Ci inducono emozioni di cui abbiamo bisogno, e che ci aiutano a crescere ed a formarci.
In questo senso credo che questo fenomeno possa essere un’opportunità, perché spero che la loro musica faccia venire voglia ai ragazzi di vivere le cose vere della vita, il cibo, la notte della città, il contatto reale con le persone. La cultura di vita che ci offrono i loro testi è romantica e passionale, intima e ed erotica.
Celebriamo queste canzoni, e speriamo che in questo mondo falso in cui cerchiamo solo popolarità e successo ci aiutino a ritrovare l’amore per la semplicità.

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