della natura tautologica della conoscenza

 
 

della natura tautologica della conoscenza
e della eternità immobile di ogni movimento
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posto che la coscienza di uno spostamento da A a B sia la risposta alla domanda su cosa sia il percorso, da A a B, presuppone necessariamente B diverso, da A, in quanto se si sapesse già, la risposta, non vi sarebbe necessità di fare il percorso. Poichè lo scopo di ogni movimento, è lo stato della coscienza da un luogo ad un altro. Ora, se lo scopo, il motivo, per fare A-B è la conoscenza dell’evento-percorso A-B, come risposta alla domanda cosa sia, una volta giunti a B, scopriamo che la risposta ad A-B, è l’evento stesso, l’averlo fatto. Il farlo, come motivo, cioè spieghiamo A-B, con A-B stesso. Ma, si potrebbe ribattere, che, comunque, si è soddisfatto il raggiungimento di una conoscenza che prima non vi era, ma siamo sicuri? Se siamo partiti da non A-B per giungere allo stesso A-B che movimento sarebbe? Non ci siamo mai spostati. Inoltre, quello “stesso” A-B denuncia il fatto che per noi è insopprimibile conoscere alcun chè, se non paragonato ad altro, o anche a se stesso, ma in questo caso, è necessario paragonarlo a qualcosa di già avvenuto, sia che sia quello appena conosciuto, o altro percorso fatto in passato, pur solo per similitudini, quale conoscenza aggiungerebbe di nuovo, se quindi lo avevamo già fatto?

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