A che cosa serve oggi la filosofia?

A che cosa serve oggi la filosofia?

 

Interessandomi profondamente di filosofia, più volte mi capita che le persone mi chiedano: “ Ma oggi, a che cosa serve la filosofia? “ e mi pongono questa domanda con un certo occhio di diffidenza preliminare, tendente al pregiudizio verso la filosofia come se fosse, ormai, astrologia, superstizione, magia.
E’ vero che oggi la filosofia vive un periodo duro e pieno di sfide da affrontare; le tecnologie, le scienze, il consumismo hanno allontanato le persone da tutte le questioni di genere spirituale e/o morale, portandoli a vedere la filosofia come un puro perditempo, perché oggi vige la logica per cui un gesto, un’azione o un lavoro sono degni della nostra fatica e dedizione solo se portano piacere fisico, innovazione materiale, arricchimento economico. Da liberale e progressista sono sempre ben contento se l’economia e la tecnologia fanno passi avanti, ma è fondamentale, salendo un gradino più in alto, che questi aspetti della vita umana non intacchino la dimensione morale, dialettica, spirituale. Quindi possiamo intendere che io ritengo la filosofia abbia ancora una funzione e sono sicuro che debba averla.
Principalmente le funzioni che oggi la filosofia deve avere sono due: una funzione sociale ed una funzione psicologica.

 

La prima, la funzione sociale, nasce da un lento processo che ha portato, da un paio di secoli a questa parte ma con un’accentuazione nell’ultimo mezzo secolo, alla secolarizzazione. La nascita di un’economia capitalistica e di mercato che ha creato il consumismo di massa ha migliorato le condizioni fisiche e materiali dell’essere umano tanto da far sparire la necessità di una figura divina e metafisica che sostenesse le vicende quotidiane della vita. Mentre una volta si pregava Dio per avere il cibo, per non morire di malattia, per non perdere il figlio durante il parto, oggi queste problematiche si presentano con minore frequenza e con un rischio ridotto, e quindi l’uomo sostituisce la figura di Dio e la fede in lui con la fede nella scienza, nella tecnologia, nell’economia e anche nella politica. Questo fenomeno tradisce empiricamente Marx, che credeva Dio fosse una costruzione sociale esistente solo quando le condizioni sociali ed economiche dell’uomo non erano abbastanza soddisfacenti, e Dio ha cessato di esistere proprio con la piena realizzazione di ciò che lui condannava, ovvero il capitalismo.
Sostituire Dio con l’economia e la politica, tuttavia, trasporta tutte le energie spirituali umane in questioni più basse, che non sono degne dello spirito, in senso hegeliano. Ecco allora che deve subentrare la filosofia, prendendo il posto che la morte di Dio ha lasciato e che si è preso la politica, facendo sì che la società e la sua struttura culturale si basino prima su fondamenta filosofiche. La filosofia permette all’uomo ed alla società di avvicinarsi sempre più all’obiettività, alla razionalità, e di vedere perciò le cose con maggiore altezza di pensiero. Ecco che allora, quando la società sarà una società filosofica, anche la politica, l’economia e gli altri esercizi umani saranno più sani, e la filosofia si sarà realizzata nella sua funzione sociale.

 

La seconda, ovvero la funzione psicologica, è puramente morale. Come si dice della storia, ovvero che serve per imparare dalle vicende passate per avere più coscienza del presente, anche la storia della filosofia serve all’uomo per scovare la storia di sé. Sono dell’idea che quando leggiamo i filosofi non dobbiamo cercarne il pensiero, ma dobbiamo prima di tutto capirli come uomini comuni; leggendo bisogna ricercare in sé ciò che i filosofi scrivono, perché loro hanno, prima di noi, scoperto quelle parti e quei funzionamenti della mente che tutti noi possediamo, e che tutti noi abbiamo già vissuto, magari a livello subconscio. La filosofia diventa allora in questo senso psicoterapeutica, perché fa riemergere tutte le intuizioni morali che abbiamo sempre avuto di sfuggita ma che mai siamo riusciti a mettere al centro delle nostre riflessioni per poterle analizzare adeguatamente. Una volta riemerse le nostre operazioni mentali passate, avremo sviluppato un occhio attento a quelle future, e sapremo quindi guardare il mondo con occhio filosofico. Ecco, ora, che la filosofia si sarà realizzata nella sua funzione psicologica.

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