La confusione di Babele

La confusione di Babele

 
 
Tutta la terra aveva un’unica lingua e uniche parole. Emigrando dall’oriente gli uomini capitarono in una pianura nella regione del Sinar e vi si stabilirono. Si dissero l’un l’alto:” Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco “.Il mattone servì loro da pietra e il bitume da malta.
Poi dissero: ” Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome per non disperderci su tutta la terra“.
Ma il Signore disse: ” Ecco, essi sono un unico popolo e hanno tutti un’ unica lingua; questo è l’inizio della loro opera, e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro possibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perchè non comprendano più l’uno la lingua dell’altro”. Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire città.
Per questo la si chiamò Babele, perchè là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.

tratto de 11.11 del libro della Genesi
 
 

Quanto all’uomo faccia paura rendersi conto di non essere più uomo, tale da non volere rinunciare ad esserlo.
 
Paura che sconfina in terrore al punto tale da auto protendere fisicamente ad un Dio, in forma tale che esso lo castighi, confondendolo e disperdendolo. Fosse che la problematica eziologica stia nella torre e l’ascesa al cielo, un dio non si è comunque potuto sottrarre dall’ influire sugli strumenti comunicativi per confonderli e sulla spazialità intrinseca degli esseri per disperderli; un dio non si è quindi sottratto nel generare divisioni. Ha generato divisioni quel dio riaffermando: “Tu sei uomo, vivi da uomo. Non aspirare a raggiungere il cielo, che di carne soggetta a gravità sei fatto, e non ardire all’unicità; Sii così”.
Non disprezzare la diversità, bensì amala con tutto te stesso sta scritto altrove e altrove conduce. Conduce verso lo strazio, il disagio, l’onere e l’onore, di trovare la forma corretta per giungere a un dio, giungendovi nella propria singolarità più che nella pluralità o anche nella pluralità fraterna fatta di più uniche singolarità orizzontali, piuttosto che verticalità “torrenoidi”. Una certezza nell’eventuale ambivalenza la abbiamo: “In natura da dove tutto nasce ritorna, magari sotto forme apparentemente differenti, ma ritorna”. Per cui l’uomo, creato dal divino, tornerà al divino

 
 
 
 

Related posts

Fenomenologia di Carl Brave e Franco 126

Fenomenologia di Carl Brave e Franco 126

  Nell'ultimo mese circa in Italia è scoppiato un nuovo fenomeno musicale: si tratta del duo romano composto da Carl Brave e Franco 126, due ragazzi cresciuti a Trastevere che hanno deciso di iniziare insieme ad altri amici a fare musica, e lo hanno fatto con costanza fino a diventare in...

Cosa rischia l’Italia se nulla cambia

Cosa rischia l'Italia se nulla cambia

  Il vento che soffia in Italia, come suggeritomi pochi giorni fa da un caro amico, ricorda molto quello che soffiava nei primi anni del secolo scorso, quando le piazze gridavano contro il governo, gli elementi estremisti della società iniziavano a riempire le strade e le azioni futuriste...

Brevi pensieri sociali #2

Brevi pensieri sociali #2

  Nietzsche è, non solo in quanto filosofo bensì in quanto educatore morale, un momento del percorso che un intellettuale deve compiere. Tuttavia va riconosciuto che non può essere il momento ultimo. La condanna cinica che opera nei confronti del mondo è un peso troppo grande da sostenere...

Leave a comment